Mattia, parte del personale Famila e Napoletano DOC, ci racconta la storia degli spaghetti alla Puveriello.

COME MAI SI CHIAMANO COSì?

Le origini di questo piatto, che fieramente dico appartenere alla tradizione napoletana, sono da rintracciarsi negli anni del Dopoguerra a Napoli. In quel periodo, specialmente nel cuore dei quartieri popolari, gli alimenti scarseggiavano e i più “puverielli” cioè i meno abbienti della città da sempre abituati all’arte di arrangiarsi con poco, si cucinavano piatti con ingredienti semplici, preparati con quello che era più facile da reperire in quel periodo come pasta, uova e sugna. 

COSA RAPPRESENTAVANO PER QUEL PERIODO?

Un supporto, senza ombra di dubbio. Gli ingredienti alla base della ricetta degli Spaghetti alla Puveriello lo rendevano un piatto semplice, che si preparava in fretta: mescolando abilmente questi tre ingredienti e trasformandoli in una pietanza nutriente e gustosa. Insomma, gli Spaghetti alla Puveriello sono un piatto dalla preparazione veloce, adatto a chi doveva smorzare la fame che in quel periodo regnava sulla città.

COME SONO OGGI?

Al giorno d’oggi gli spaghetti alla Puveriello non sono più da considerarsi un ripiego economico, ma un vero caposaldo della tradizione partenopea, nonostante alcune variazioni: la sugna, per esempio, è stata sostituita dall’olio di oliva. Alcuni, per donargli ancora più sapore, aggiungono il parmigiano, ma questa preferenza non è ben vista da chi, conoscendo la tradizione come me, sa che è un piatto che non ne avrebbe minimamente bisogno. Infatti, gli Spaghetti alla Puveriello sono da considerarsi, più che un semplice primo, un vero e proprio piatto unico, nutriente e buono, grazie al perfetto connubio dei suoi ingredienti.